Libero arbitrio: che parole pesanti. Abbiamo il libero arbitrio oppure no? L’uomo si è posto questa questione varie volte nel corso dei secoli. Quale, tra i filosofi che più conosciamo, non si è mai posto una domanda del genere? Nessuno. Improrogabilmente, essa riconduce al pensiero di Dio, o al non pensiero di Dio. Ragioniamo: se esiste il libero arbitrio e lo possediamo, allora ci sono due possibilità. Dio c’è, ma ci lascia la possibilità di scegliere, oppure Dio non c’è e dunque nessuno può condizionarci. Se il libero arbitrio non esiste, ci sarebbero altre due possibilità: Dio c’è e decide per noi, oppure è il destino che regola le nostre vite. Per alcuni, queste due prospettive sono un tutt’uno, quando il destino viene identificato con Dio e viceversa. Ma la concezione del libero arbitrio è influenzata dalle nostre credenze? La mia risposta: naturalmente. Un credente è più propenso a pensare al fatto che il suo dio gli lasci decidere che cosa fare della sua vita. Ma poi, un’altra domanda si è fatta strada nella mia mente. Il libero arbitrio è condizionato anche dai genitori? Dall’educazione? Magari sì, mi sono risposta. Forse anche troppo. Il contesto familiare in cui nasciamo influisce molto sul nostro comportamento e sulle nostre scelte. Potremmo essere portati a scegliere una cosa piuttosto che un’altra, o scegliere di non fare una cosa perché temiamo di deludere i nostri genitori e di andare contro i principi che fin da piccoli ci hanno impresso a fuoco nella mente. Ma allora, esiste davvero questo libero arbitrio? Oppure non vogliamo rispondere a questa domanda perché temiamo una risposta negativa? Spinoza, un grande filosofo del XVI secolo, era convinto che noi non disponessimo di questa libertà. Riteneva infatti che se qualcosa era destinato ad accadere, lo avrebbe fatto. Questa forma di determinismo sembra avere una sorta di riscontro anche nelle nuove scoperte scientifiche. Grazie allo studio del cervello, si è potuto notare che esso emette un ronzio non percettibile ancora prima che l’individuo sotto esame abbia preso una decisione: il ronzio indica che il cervello, quella decisione, l’ha già presa.

Allora dunque, dopo tutto questo mi ritorna di nuovo la domanda che ho posto un attimo fa: sappiamo se possediamo il libero arbitrio o temiamo semplicemente un no come risposta alla domanda “possiamo scegliere liberamente?”.

La giro a voi, questa stessa domanda, sperando che possa sorgere un dibattito interessante. Sono pronta ad abbracciare qualsiasi punto di vista. Siete comunque liberi di non commentare. In fondo questa è solo un’esternazione di un pensiero che mi ha solleticato oggi. Spero, però, che vi faccia almeno riflettere, così come ha fatto riflettere me.

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